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martedì 13 maggio 2014

Sicilia, finalmente sono tornata.

Il primo post "fuori porta" non poteva che essere dedicato a Lei: la Sicilia.

Sono appena rientrata da un piccolo viaggetto nelle zone di Siracusa e Catania e la sensazione è quella di sempre, il mal di Sicilia. Un misto di gioia e malinconia, insieme al vivido ricordo di colori, profumi ed emozioni uniche. Questa terra, ogni volta, mi entra dentro, mi tocca l'anima. Sarà capitato anche a te, nei tuoi luoghi più cari, non è così?

Veniamo al racconto: ospiti dalla mitica zia Cetty ad Augusta, finalmente riabbraccio le mie cugine, che non vedevo da due anni. E la cosa che subito ti colpisce, non appena li rivedi, è che ti senti a casa. E ti sembra di aver parlato con loro fino al giorno prima. 

Il tempo non è stato molto clemente con noi, così abbiamo organizzato gite sul momento. Prima tappa a Siracusa, ad Ortigia, ad ammirare la grandezza del Duomo, le piccole vie del centro, la Fonte Aretusa con i suoi papiri. Non sono mancate le avventure, con un inseguimento ad un'Ape verde che ci ha tagliato la strada e rigato la fiancata della macchina - nuova e a noleggio! E ti lascio immaginare i due personaggi che sono scesi da questo mezzo. Pensavamo di essere finiti in uno sketch. Insomma, quando guidi nel traffico siciliano, attenzione alle cosiddette Lape verdi che possono materializzarsi dal nulla!

Dettaglio del Duomo di Siracusa
Seconda tappa, la Casa delle Farfalle, nel parco di Monteserra, a Viagrande, falde dell'Etna. Si tratta di un bel parco ben organizzato, ideale per famiglie, al cui interno è possibile visitare la grande voliera che ospita oltre 200 esemplari di farfalle tropicali. Accompagnati dalla guida, si possono scoprire diversi aspetti del mondo degli insetti, come il ciclo di vita delle farfalle o la produzione della seta. Nel parco, inoltre, si trovano anche alcuni esemplari di coleotteri. Le farfalle volano, sfiorano le persone e si posano su di loro, a volte. Splendide. 

Casa delle Farfalle - Monteserra, Viagrande

Il nostro tour è continuato con una veloce visita ad Aci Castello ed Aci Trezza, luoghi noti come ambientazione dei Malavoglia di Verga. Un'occhiata al mare e ai maestosi faraglioni dei Ciclopi, qualche scatto e via verso nuove avventure. Sai cosa narra la leggenda a proposito di questi scogli? Si racconta che Polifemo, infuriato con Ulisse, abbia staccato pezzi di montagna per scagliarli contro il fuggiasco. Ed eccoli li, a stagliarsi sulle acque proprio vicino alla costa. A questo punto è arrivato il momento di dirigersi verso Catania per la serata. Una passeggiata in via Etnea, la lunga via che collega il centro con i paesi alle pendici del vulcano, una sosta in piazza Duomo per farsi incantare dalla maestosità della Chiesa di Sant'Agata e dall'obelisco, simbolo della città, raffigurante un elefante, realizzato in pietra lavica. E poi la fontana dell'Amenano, i vicoli della Pescheria vuota...

I faraglioni di Aci Trezza
Il giorno seguente abbiamo visitato il Castello arabo normanno di Calatabiano, che sinceramente non mi ha entusiasmato particolarmente, nonostante la sua lunga storia. Ci siamo spostati quindi a Castelmola, un gioiellino posto proprio sopra la più nota Taormina. Da qui si gode di un panorama meraviglioso sulla costa e si può passeggiare per le strette e caratteristiche vie, circondati da negozietti di artigianato e specialità locali. Menzione a parte merita il caffè Turrisi, un bar su diversi piani, con balconcini e terrazza: si tratta di un locale "a tema". E il tema è, per dirla in modo politically correct, il fallo. Di ogni foggia, materiale e collocazione. Anche sul mancorrente delle scale. Una visita qui strappa un sorriso a chiunque.

Artigianato locale
Le ultime tappe del nostro viaggio sono state Noto e Marzamemi. Ok, sarò anche di parte, ma Noto non puoi non vederla. Non c'ero mai stata e sono rimasta a bocca aperta. Tutti gli edifici del centro sono decorati almeno da un elemento barocco. Colonne, sostegni dei balconi, l'architettura è opulenta e contemporaneamente equilibrata e sobria. Non aspettarti addobbi, colori, dorature. Tutto il paese è uniforme, in pietra nuda e tutto si lascia ammirare. Lo stupore sfiora il massimo livello arrivando nella piazza dominata dalla Cattedrale e dal Palazzo del Municipio. E continua con la visita alla chiesa del Santissimo Salvatore, la più ricca di affreschi e attualmente sede del Seminario vescovile. Qui una guida ci ha accompagnato ai piani superiori, fino alla torre campanaria, descrivendoci perfettamente la storia della chiesa, alcune vicende ad essa legate e rispondendo a tutte le nostre curiosità. Con passione, cultura e una gran voglia di promuovere e rilanciare la sua città. Info di servizio: la visita è ad offerta libera.

Cattedrale di Noto
Last but not least, Marzamemi. Nasce come villaggio di pescatori, in estate ormai è tra le mete preferite nei dintorni di Siracusa. Non ha una storia particolare, ma ha un fascino irresistibile, anche in un uggioso lunedì di maggio. Si vedono i locali con tavolini e seggiole colorate pronti ad accogliere i visitatori, ci sono le botteghe di artigianato, negozi originali e anche rivendita di prodotti tipici. Tra questi  cito Campisi, noto per le sue specialità a base di tonno. Nel loro ampio spazio si trova di tutto, dalle marmellate al pesto di pistacchio, origano e vino. Di fronte, nell'unica via che conduce alla piazza principale, abbiamo visitato un altro delizioso negozio, Mizzica che Aruci. Un simpatico e gentile signore ci fa assaggiare un sacco di cose, tra cui vino rosso alla mandorla, marmellata di pomodori di Pachino, croccanti di pistacchio, biscotti... Non si può resistere. Così siamo usciti con un ordine di oltre 100 euro da farci spedire a casa. Il signore ti chiama - fa ridere, lo so, ma mi è venuta così - quando ha inviato il pacco e nel giro di una settimana hai riempito la dispensa di leccornie sicule. 

La piazza principale di Marzamemi
Insomma il viaggio è stato breve, ma ha riempito il cuore. E la panza. 
Prometto solennemente di tornare a trovarti presto, Sicilia cara.