No, non è il mio nuovo fidanzato super figo. Trattasi dell'ennesimo esperimento culinario, questa volta ben riuscito, per il pranzo della domenica.
In uno dei libri di cucina presenti nella biblioteca di casa, mi sono imbattuta in un'interessante ricetta di Alessandro Borghese. Lui è un bel tipo, mi piace, anche se su questo libro non propone ricette vegetariane, e appena ho visto questi gnocchi verdi mi sono illuminata. E ho preso la decisione: li preparo. Quando mi metto in testa una cosa, la faccio, in effetti su questo devo dare ragione a chi mi conosce bene. Così, in totale democrazia, ho imposto la mia decisione al sant'uomo che mi sta accanto e mi sono messa all'opera.
Per mantenere uno stato di pace e prevenire eventuali catastrofi, gli ho promesso che avrei fatto anche la apple pie, soddisfacendo la sua richiesta. Bene, domenica mattina ho trasformato la cucina in fucina - in tutti i sensi, dato che la apple pie deve cuocere in forno per un'ora... ed eccomi qui a narrarvi la ricetta dello gnocco alle erbette, liberamente adattata.
Ingredienti:
- 500 g di patate, preferibilmente a pasta gialla
- 120 g di farina semintegrale (tipo 2)
- un mazzetto di erbette fresche: io ho usato basilico, rosmarino, prezzemolo e santoreggia (questa era secca)
Preparazione:
Per prima cosa lessare le patate con la buccia. Quando saranno morbide, scolarle e pelarle. Il libro suggerisce di mantenere la buccia in cottura perchè così le patate non assorbono troppa acqua e, di conseguenza, farina. Mentre le patate si raffreddano, scottare in acqua bollente per circa 40 secondi le erbette pulite e poi raffreddarle immediatamente con acqua e cubetti di ghiaccio. Strizzarle e frullarle insieme ad una patata lessa. In una ciotola capiente schiacciare bene le altre patate con una forchetta e aggiungere l'impasto ottenuto con le erbette. Amalgamare e aggiungere la farina, impastando con le mani. In base alla tipologia di patata e alla sua pasta, occorrerà aggiungere ancora farina, per ottenere un impasto che non si attacchi alle mani e possa essere lavorabile.
Per prima cosa lessare le patate con la buccia. Quando saranno morbide, scolarle e pelarle. Il libro suggerisce di mantenere la buccia in cottura perchè così le patate non assorbono troppa acqua e, di conseguenza, farina. Mentre le patate si raffreddano, scottare in acqua bollente per circa 40 secondi le erbette pulite e poi raffreddarle immediatamente con acqua e cubetti di ghiaccio. Strizzarle e frullarle insieme ad una patata lessa. In una ciotola capiente schiacciare bene le altre patate con una forchetta e aggiungere l'impasto ottenuto con le erbette. Amalgamare e aggiungere la farina, impastando con le mani. In base alla tipologia di patata e alla sua pasta, occorrerà aggiungere ancora farina, per ottenere un impasto che non si attacchi alle mani e possa essere lavorabile.
Una volta raggiunta la consistenza desiderata, formare dei rotolini del diametro di circa un centimetro e tagliarli a tocchetti. Per creare le righe ho usato una forchetta. Cuocere in abbondante acqua salata finché salgono a galla. Come condimento ho scelto un semplice sughetto di pomodoro fresco e basilico (dell'orto, che è meglio!).
Che soddisfazione. Esperimento riuscito al primo colpo e pranzo salvato. Mettere le mani in pasta, per me, è divertente e rilassante. Se poi i risultati sono anche positivi, il mio ego e la mia panza ringraziano. E io sorrido.
E tu come li fai?





















