mercoledì 28 maggio 2014

Toscana? Cose da Pazzi

Sono stata via un paio di giorni. Sì, di nuovo, questa volta mio malgrado. Ogni anno, infatti, in questo periodo, l'agenzia per cui lavoro organizza un evento fuori porta, che coinvolge clienti e stampa in una giornata di riunione, con tavole rotonde sui temi di tendenza nel mondo dell'information technology, e attività ludico-culturali, per un totale di due giorni di viaggio. E quest'anno la destinazione è stata la Toscana, per la precisione la zona del Mugello.

Castello del Trebbio Pontassieve Firenze
Tralasciando i dettagli su dibattiti, interviste e cose da pierre (leggasi come si scrive) mi voglio concentrare su uno dei luoghi visitati, ovvero il Castello del Trebbio, a Pontassieve. È stato amore a prima vista. Si arriva qui dopo aver percorso una stradina tutta curve su per le colline, in mezzo al verde. Ti ritrovi in cima a riempirti gli occhi di verde, guardando il panorama tutto intorno. E poi ti ritrovi catapultato nella storia e nella cultura. Sì, un po' come Troisi a Frittole. All'ingresso del castello ti accoglie Alberto, guida esperta e appassionata, nonché parte della famiglia proprietaria delle terre e delle strutture della zona. Entra subito nel vivo del racconto: questa struttura fu di proprietà della famiglia dei Medici e proprio qui venne ordita la congiura dei Pazzi, nel 1478. Lo confesso: non ricordavo i dettagli dell'episodio, così ho ripassato un po' di storia italiana, che non guasta mai. La congiura dei Pazzi, ordita dall'omonima famiglia di banchieri fiorentini, aveva l'obiettivo di eliminare i Medici e porre fine al loro potere. Non è riuscita. Infatti, i Medici continuarono a prosperare e ad arricchire il territorio, facendo di Firenze il centro culturale ed economico dell'epoca, per tutta l'Europa.
Castello del Trebbio Firenze
Attualmente il castello è di proprietà della famiglia Baj Macario, che gestisce un patrimonio immenso, fatto di gusto e turismo. Qui infatti producono vino e olio, affittano casolari e villette sulle colline circostanti, in una sorta di agriturismo diffuso, organizzano matrimoni, hanno un ristorante. Infatti la visita al castello, iniziata dai saloni ancora in uso, è proseguita nelle cantine (erano le antiche prigioni) in cui si conservano chianti classico, chianti rufina, merlot, vini bianchi, vin santo e olio extra vergine.
Castello del Trebbio Firenze Santa Brigida
Ho scoperto un mondo. Non conosco i vini e i metodi di produzione, così ho imparato che il chianti è fatto di uve sangiovese e si può aggiungere una piccola percentuale di cabernet o merlot. Ho saputo che le viti possono essere a radice americana, l'unica che resiste alla filossera, un parassita ormai diffuso anche qui in Italia. Mi sono ricordata cosa significhi olio extra vergine e sicuramente presterò molta più attenzione nell'acquisto di questo prodotto. Insomma, se non fosse chiaro, la visita è stata davvero incantevole e affascinante. Dimenticavo: si è conclusa con una degustazione di vini accompagnata da diversi assaggi, bruschette, salumi e formaggi. 
Chianti Rufina Castello del Trebbio Toscana
Cantina Castello del Trebbio Pontassieve Firenze
A tutto ciò si aggiunge l'incontro con la signora Anna, la proprietaria. Ora, come la immagini la signora del castello? Perfetto. Era tutto il contrario. In tuta da lavoro, guanti da giardiniere, capelli raccolti, trasportava vasi. Un fisico di chi è abituato a lavorare con le mani, lo spirito di una giovane entusiasta. Sorprendente e ammirevole. Si meritava un inchino, e non perché fosse "nobile".
Vino Castello del Trebbio Firenze
Dopo una breve visita al negozio per acquisti enogastronomici - c'era anche lo zafferano! - non poteva mancare una cena al ristorante annesso, chiamato La Sosta del Gusto. Il nome ha soddisfatto pienamente le aspettative, comprese le mie da vegetariana. Piatti deliziosi, delicati ed equilibrati, accompagnati, naturalmente, da chianti. Inserisco la foto della location, perché non si può descrivere a parole, è davvero particolare, a metà tra una cantina e un salone medievale. Se passi dalla Toscana, una fermata qui a Pontassieve è obbligatoria.
Ristorante la Sosta del Gusto Pontassieve Firenze
Per organizzare al meglio la visita, indico il sito, in cui trovare i contatti http://www.vinoturismo.it/

domenica 18 maggio 2014

Fuori tempo: Ludovico Einaudi e Uli John Roth

Ci sono quei week end in cui passi il tempo tra divano e tavolo, sbadigliando noiosamente davanti alla tv. E poi ci sono i week end come questo. In cui tutti hanno deciso di piazzare un evento. E non eventi a caso, che dici va beh chi se ne frega. Eventi interessanti, stimolanti, emozionanti, insomma imperdibili.

E allora ti tocca selezionare con cura e organizzare al meglio i tuoi venerdì sera, sabato e domenica, incastrando perfettamente tutto ciò che vuoi fare con quello che devi. Ecco una rassegna, sicuramente solo parziale, degli eventi imperdibili di questo week end: Piano City, Milano Food Week, Sapori d'Italia a Gorgonzola, Mercato Universale in piazza Castello a Milano, Wired Next Fest e il concerto di Uli John Roth. 

Partiamo dall'epilogo: non sono riuscita a partecipare a tutti. Strano vero? Voglio raccontare di due concerti. Venerdì sera ne ho vissuto uno a dir poco meraviglioso. Al Parco Sempione, infatti, c'era l'inaugurazione di Piano City, ovvero "Le piano africain". Si tratta di una composizione di Ludovico Einaudi per 6 pianoforti, 2 marimbe e 4 balafon. La marimba e il balafon sono due strumenti africani, a percussione, simili ad uno xilofono, per intenderci. Qui sul sito di Piano City spiegano perfettamente.
Scenografia: un'impalcatura su tre piani, sullo sfondo del castello e del cielo. Sedute sull'erba, centinaia di persone. L'atmosfera era magica, quasi ipnotica, i musicisti straordinari. E allora grazie a Ludovico Einaudi, Maurizio Ben Omar, Michiel Bortslap, Naby Camara, Fassery Diabate, Lansana Diabate, Lansiné Kouyate, Gianluca Mancini, Federico Mecozzi, Cesare Picco e Andrea Rebaudengo. Unici.

Piano City Milano 2014 - Le piano africain

Piano City Milano 2014 - Le piano africain

Il secondo concerto cui ho assistito appartiene a un altro mondo, quello dell'hard rock. Comunque, mozzafiato. Uli John Roth, infatti, è un artista eccezionale, leggendario. È stato il primo chitarrista degli Scorpions, adesso fa il freelance e devo dire che lo fa davvero bene. Ed è un personaggio fuori dal tempo: lui è rimasto a Woodstock. Fascione sui capelli lunghi, monili, espressione pacifica. Suona con gli occhi chiusi, come se fosse la cosa più naturale del mondo, con quelle dita lunghe che ballano sulle corde precise, veloci e leggere. Il mio fidanzato, suo fan sfegatato nonché chitarrista di una cover band degli Scorpions (messaggio promozionale: si chiamano Media Overkill, cercali su FB e Youtube) era estasiato, che te lo dico a fare. Gli altri membri del gruppo sono stati davvero degni accompagnatori. Bravi tutti. Ho perso l'udito due giorni, ma sentire The Sails of Charon suonata da chi l'ha creata non ha prezzo. 

Concerto Uli John Roth Bergamo 2014

Uli John Roth live TwentySeven di Mozzo Bergamo

martedì 13 maggio 2014

Sicilia, finalmente sono tornata.

Il primo post "fuori porta" non poteva che essere dedicato a Lei: la Sicilia.

Sono appena rientrata da un piccolo viaggetto nelle zone di Siracusa e Catania e la sensazione è quella di sempre, il mal di Sicilia. Un misto di gioia e malinconia, insieme al vivido ricordo di colori, profumi ed emozioni uniche. Questa terra, ogni volta, mi entra dentro, mi tocca l'anima. Sarà capitato anche a te, nei tuoi luoghi più cari, non è così?

Veniamo al racconto: ospiti dalla mitica zia Cetty ad Augusta, finalmente riabbraccio le mie cugine, che non vedevo da due anni. E la cosa che subito ti colpisce, non appena li rivedi, è che ti senti a casa. E ti sembra di aver parlato con loro fino al giorno prima. 

Il tempo non è stato molto clemente con noi, così abbiamo organizzato gite sul momento. Prima tappa a Siracusa, ad Ortigia, ad ammirare la grandezza del Duomo, le piccole vie del centro, la Fonte Aretusa con i suoi papiri. Non sono mancate le avventure, con un inseguimento ad un'Ape verde che ci ha tagliato la strada e rigato la fiancata della macchina - nuova e a noleggio! E ti lascio immaginare i due personaggi che sono scesi da questo mezzo. Pensavamo di essere finiti in uno sketch. Insomma, quando guidi nel traffico siciliano, attenzione alle cosiddette Lape verdi che possono materializzarsi dal nulla!

Dettaglio del Duomo di Siracusa
Seconda tappa, la Casa delle Farfalle, nel parco di Monteserra, a Viagrande, falde dell'Etna. Si tratta di un bel parco ben organizzato, ideale per famiglie, al cui interno è possibile visitare la grande voliera che ospita oltre 200 esemplari di farfalle tropicali. Accompagnati dalla guida, si possono scoprire diversi aspetti del mondo degli insetti, come il ciclo di vita delle farfalle o la produzione della seta. Nel parco, inoltre, si trovano anche alcuni esemplari di coleotteri. Le farfalle volano, sfiorano le persone e si posano su di loro, a volte. Splendide. 

Casa delle Farfalle - Monteserra, Viagrande

Il nostro tour è continuato con una veloce visita ad Aci Castello ed Aci Trezza, luoghi noti come ambientazione dei Malavoglia di Verga. Un'occhiata al mare e ai maestosi faraglioni dei Ciclopi, qualche scatto e via verso nuove avventure. Sai cosa narra la leggenda a proposito di questi scogli? Si racconta che Polifemo, infuriato con Ulisse, abbia staccato pezzi di montagna per scagliarli contro il fuggiasco. Ed eccoli li, a stagliarsi sulle acque proprio vicino alla costa. A questo punto è arrivato il momento di dirigersi verso Catania per la serata. Una passeggiata in via Etnea, la lunga via che collega il centro con i paesi alle pendici del vulcano, una sosta in piazza Duomo per farsi incantare dalla maestosità della Chiesa di Sant'Agata e dall'obelisco, simbolo della città, raffigurante un elefante, realizzato in pietra lavica. E poi la fontana dell'Amenano, i vicoli della Pescheria vuota...

I faraglioni di Aci Trezza
Il giorno seguente abbiamo visitato il Castello arabo normanno di Calatabiano, che sinceramente non mi ha entusiasmato particolarmente, nonostante la sua lunga storia. Ci siamo spostati quindi a Castelmola, un gioiellino posto proprio sopra la più nota Taormina. Da qui si gode di un panorama meraviglioso sulla costa e si può passeggiare per le strette e caratteristiche vie, circondati da negozietti di artigianato e specialità locali. Menzione a parte merita il caffè Turrisi, un bar su diversi piani, con balconcini e terrazza: si tratta di un locale "a tema". E il tema è, per dirla in modo politically correct, il fallo. Di ogni foggia, materiale e collocazione. Anche sul mancorrente delle scale. Una visita qui strappa un sorriso a chiunque.

Artigianato locale
Le ultime tappe del nostro viaggio sono state Noto e Marzamemi. Ok, sarò anche di parte, ma Noto non puoi non vederla. Non c'ero mai stata e sono rimasta a bocca aperta. Tutti gli edifici del centro sono decorati almeno da un elemento barocco. Colonne, sostegni dei balconi, l'architettura è opulenta e contemporaneamente equilibrata e sobria. Non aspettarti addobbi, colori, dorature. Tutto il paese è uniforme, in pietra nuda e tutto si lascia ammirare. Lo stupore sfiora il massimo livello arrivando nella piazza dominata dalla Cattedrale e dal Palazzo del Municipio. E continua con la visita alla chiesa del Santissimo Salvatore, la più ricca di affreschi e attualmente sede del Seminario vescovile. Qui una guida ci ha accompagnato ai piani superiori, fino alla torre campanaria, descrivendoci perfettamente la storia della chiesa, alcune vicende ad essa legate e rispondendo a tutte le nostre curiosità. Con passione, cultura e una gran voglia di promuovere e rilanciare la sua città. Info di servizio: la visita è ad offerta libera.

Cattedrale di Noto
Last but not least, Marzamemi. Nasce come villaggio di pescatori, in estate ormai è tra le mete preferite nei dintorni di Siracusa. Non ha una storia particolare, ma ha un fascino irresistibile, anche in un uggioso lunedì di maggio. Si vedono i locali con tavolini e seggiole colorate pronti ad accogliere i visitatori, ci sono le botteghe di artigianato, negozi originali e anche rivendita di prodotti tipici. Tra questi  cito Campisi, noto per le sue specialità a base di tonno. Nel loro ampio spazio si trova di tutto, dalle marmellate al pesto di pistacchio, origano e vino. Di fronte, nell'unica via che conduce alla piazza principale, abbiamo visitato un altro delizioso negozio, Mizzica che Aruci. Un simpatico e gentile signore ci fa assaggiare un sacco di cose, tra cui vino rosso alla mandorla, marmellata di pomodori di Pachino, croccanti di pistacchio, biscotti... Non si può resistere. Così siamo usciti con un ordine di oltre 100 euro da farci spedire a casa. Il signore ti chiama - fa ridere, lo so, ma mi è venuta così - quando ha inviato il pacco e nel giro di una settimana hai riempito la dispensa di leccornie sicule. 

La piazza principale di Marzamemi
Insomma il viaggio è stato breve, ma ha riempito il cuore. E la panza. 
Prometto solennemente di tornare a trovarti presto, Sicilia cara.