Ci sono quei week end in cui passi il tempo tra divano e tavolo, sbadigliando noiosamente davanti alla tv. E poi ci sono i week end come questo. In cui tutti hanno deciso di piazzare un evento. E non eventi a caso, che dici va beh chi se ne frega. Eventi interessanti, stimolanti, emozionanti, insomma imperdibili.
E allora ti tocca selezionare con cura e organizzare al meglio i tuoi venerdì sera, sabato e domenica, incastrando perfettamente tutto ciò che vuoi fare con quello che devi. Ecco una rassegna, sicuramente solo parziale, degli eventi imperdibili di questo week end: Piano City, Milano Food Week, Sapori d'Italia a Gorgonzola, Mercato Universale in piazza Castello a Milano, Wired Next Fest e il concerto di Uli John Roth.
Partiamo dall'epilogo: non sono riuscita a partecipare a tutti. Strano vero? Voglio raccontare di due concerti. Venerdì sera ne ho vissuto uno a dir poco meraviglioso. Al Parco Sempione, infatti, c'era l'inaugurazione di Piano City, ovvero "Le piano africain". Si tratta di una composizione di Ludovico Einaudi per 6 pianoforti, 2 marimbe e 4 balafon. La marimba e il balafon sono due strumenti africani, a percussione, simili ad uno xilofono, per intenderci. Qui sul sito di Piano City spiegano perfettamente.
Scenografia: un'impalcatura su tre piani, sullo sfondo del castello e del cielo. Sedute sull'erba, centinaia di persone. L'atmosfera era magica, quasi ipnotica, i musicisti straordinari. E allora grazie a Ludovico Einaudi, Maurizio Ben Omar, Michiel Bortslap, Naby Camara, Fassery Diabate, Lansana Diabate, Lansiné Kouyate, Gianluca Mancini, Federico Mecozzi, Cesare Picco e Andrea Rebaudengo. Unici.
Il secondo concerto cui ho assistito appartiene a un altro mondo, quello dell'hard rock. Comunque, mozzafiato. Uli John Roth, infatti, è un artista eccezionale, leggendario. È stato il primo chitarrista degli Scorpions, adesso fa il freelance e devo dire che lo fa davvero bene. Ed è un personaggio fuori dal tempo: lui è rimasto a Woodstock. Fascione sui capelli lunghi, monili, espressione pacifica. Suona con gli occhi chiusi, come se fosse la cosa più naturale del mondo, con quelle dita lunghe che ballano sulle corde precise, veloci e leggere. Il mio fidanzato, suo fan sfegatato nonché chitarrista di una cover band degli Scorpions (messaggio promozionale: si chiamano Media Overkill, cercali su FB e Youtube) era estasiato, che te lo dico a fare. Gli altri membri del gruppo sono stati davvero degni accompagnatori. Bravi tutti. Ho perso l'udito due giorni, ma sentire The Sails of Charon suonata da chi l'ha creata non ha prezzo.




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